Sabato pomeriggio, esterno giorno. Cielo plumbeo autunnale senza minaccia di pioggia.
Corso Cavour brulica di adolescenti tirati a lucido per la fascia oraria 16-19.30.
Lea non ha il motorino, lega la sua bicicletta nera alla rastrelliera della biblioteca e raggiunge le amiche in piazza della Repubblica: si sono date appuntamento per le 16, caffè al volo e poi avanti e indietro, avanti e indietro da Largo Carducci a Porta Romana, fianco a fianco con le compagne a chiacchierare di tutte le cose sostanziali per loro e per i coetanei di tutto il mondo.
Lea ha sedici anni e non si è mai innamorata.
Brando ha sedici anni e non sa che entro giugno si innamorerà.
Sabato pomeriggio, esterno giorno.
Brando ha parcheggiato il motorino davanti a Nicolò Alunno, si ritrova alle 16.30 con gli amici al Supercinema: non vogliono perdersi il nuovo colossal fantascientifico di stagione.
Brando chiude il casco nella sella del motorino e percorre Corso Cavour.
Non è in ritardo, ha la camminata svelta per abitudine.
Sabato pomeriggio, esterno giorno: Brando è quasi arrivato al Supercinema ma il suo passo spedito è ostacolato da quello più tranquillo di quattro ragazze dedite al passeggio.
“Permesso”. Brando chiede di passare.
Lea neanche si volta ma capisce che deve scansarsi. Si fa da parte.
Brando ringrazia e gira per il Supercinema.
Sabato pomeriggio, esterno giorno. Cielo autunnale senza minaccia di pioggia. Corso Cavour ha un piano.
GIULIA MARINANGELI