264 KM² – Capitolo V

Dopo mesi e mesi dalla perdita dei suoi guanti e dopo averne ritrovato uno a distanza di giorni, Lea ritrova l’altro al kebab, alla fine di una cena, una sera di febbraio. Di lana, rosso, se ne sta sul tavolo accanto a quello dove ha mangiato con le sue amiche; lo ha notato appena alzatasi per tornare a casa. Quello è proprio il suo guanto. Lea si guarda intorno: nessuno dei presenti sembrerebbe coinvolto, ma le sedie attorno al tavolo vuoto sono spostate, il che suggerisce che fino a poco prima ci fosse qualcuno, e che questo qualcuno avesse a che fare con tutto ciò. Lea raccoglie il guanto e lo infila nella borsa riaccoppiandolo all’altro. Non riesce a spiegarsi come avessero vagato tanto per poi tornare in suo possesso. Non c’è soluzione ma mentre ci ragiona, contro il gelo pungente di febbraio, fa per infilarli e nel compiere questo gesto un foglietto scivola dal guanto e va a finire in una piccolissima pozzanghera. È uno scontrino: Lea lo raccoglie, ma l’acqua ha cancellato quasi tutto. Rimangono però leggibili il nome del negozio, il kebab, e la data, che è quella del giorno corrente. Dall’altro lato della carta si intravedono due parole scritte a penna ormai quasi completamente illeggibili, anche se una B iniziale campeggia ancora intatta.

GIULIA MARINANGELI

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