CANAPÉ

La vasta area a ridosso delle mura tra porta Todi e porta Romana, denominata sino alla fine del XVIII secolo campo di Francalancia, era adibita a luogo di sepoltura degli ebrei.
Dopo essere stata opportunamente spianata e destinata al passeggio ed alle corse dei cavalli, soltanto con la costruzione dei caratteristici sedili in laterzio a forma di divano con schienale e braccioli, il campo di Francalancia, assunse l’appellativo di locale, anfiteatro, circolo, circo ed infine parco dei Canape’.
Agli inizi dell’800 in piazza Grande e al Trivio, i folignati si armavano di cartelle a 10 baiocchi l’una, sfidando in massa la sorte, pur consapevoli che ad uno solo avrebbe arriso la vittoria.
Il circolo dei Canape’ era infatti teatro di un sano e borghese divertimento festivo, ossia la tradizionale corsa dei barberi: caratteristiche gare ippiche proposte nelle serate estive allo svago cittadino.
Con il passare del tempo si verificò una svolta importante nella storia dell’intrattenimento estivo ai Canape’: la Magistratura cittadina (oggi Giunta comunale) diede il permesso di poter creare non più solamente iniziative sporadiche ma una vera e propria stagione. Dal primo Maggio a tutto Settembre veniva organizzata una serie di eventi serali per tutte le domeniche d’estate. Intorno alla metà dell’800 erano numerosi gli appuntamenti al Circo de’ Canape’: tombole e lotterie, dalll’incasso assicurato, erano in gran voga tra i folignati; compagnie comiche ed acrobatiche animavano le serate al parco; rappresentazioni equestri, sia montate che in libertà, e spettacolari circhi di fama, scaldavano gli animi di tutti i presenti.
Il cielo era dominato da stupefacenti globi aerostatici (dirigibili) e di notte si accendeva dei sorprendenti bagliori di spettacolari giochi pirotecnici.
Di rilevante importanza era il “decoro patrio” che richiedeva la decenza in ogni spettacolo, ad esempio, non era permesso il “gozzovigliare in platea con fiaschi di vino”, tantomeno “prorompere in atti e segni indecenti ed impropri di disapprovazione dello spettacolo”. Il ricordo più indelebile nelle menti degli spettatori, senza ombra di dubbio, fu la particolare bellezza della folignate Emma Ciniselli, che “aveva fatto in altri tempi le belle sere di Vittorio Emanuele II, grande appassionato dei giochi del circo” (e delle belle donne!).
Durante il XX sec. il parco dei Canape’ divenne a tutti gli effetti un velodromo, dando quindi spazio a gare ciclistiche cui parteciparono illustri atleti: uno su tutti Costantino Girardengo.
Sarebbe bello ad oggi valorizzare l’unico spazio verde del centro storico e far tornare il parco un punto nevralgico della vita cittadina nel periodo estivo.

Lascia un commento