NON È FRANCESCO

Ad oggi, percorrendo Via Rutili, alla destra di Corso Cavour, si raggiunge prima la piazzetta Beata Angela e poi si accede sull’ampia Piazza San Francesco.

Riguardo la denominazione di quest’ultima ci sono varie divergenze e confusioni; difatti fino alla fine del diciannovesimo secolo la piazza veniva chiamata sia “San Francesco”, giustificata dalla presenza dell’omonima chiesa, sia  “Gregori”, dalla famiglia che restaurò il proprio palazzo e le zona antistante del convento francescano.

Tra il 1985 e il 1986 il Consiglio comunale discusse per sostituire la denominazione di Piazza San Francesco con quella di Giuseppe Mazzini, proposta che non passò poiché fu riconosciuta la centralità del santo nella civiltà italiana.

La piazza ha forma rettangolare, dove da un lato sorgono le chiese di San Francesco, costruita sulla più antica chiesa di S. Matteo, e dell’Oratorio della Madonna del Gonfalone; mentre sul fronte opposto si affaccia Palazzo Gregori, attualmente sede della pretura.

La dedica della piazza non è la sola cosa che lega la città di Foligno e il santo d’Assisi.

Va ricordato l’inizio della sua novella, nell’ex piazza Grande,  attraverso un grande gesto simbolico compiuto da Francesco  nel suo cammino di conversione, ovvero la vendita delle stoffe e del cavallo; così facendo il frate si privò dei suoi beni materiali affinché la somma fosse utilizzata per restaurare la piccola chiesa di S.Damiano.

Un’ulteriore affinità è sicuramente il rapporto con il suo capolavoro letterario. Nell’atrio della chiesa di San Francesco è posta infatti una epigrafe che ricorda come il Santo abbia composto proprio qui l’ultima parte del Cantico delle Creature.

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