TRIUNVITTU

Non c’è una data esatta dell’inizio di questo straordinario e pazzo gioco, ma si presuppone che risalga al periodo del secondo dopoguerra.
Al contrario è certo il luogo dove è nato: il bar Assuntina di Sant’eraclito.
Questo gioco, dal nome Triunvittu, ha delle regole molto particolari: la base della briscola, il bluff del poker e l’azzardo della bestia.
Una briscola al centro, quattro giocatori che formano due coppie con l’obiettivo di vincere due mani su tre per garantirsi quattro punti.
Il punteggio finale che sancisce la vittoria è 31.
Re, cavallo, fante, asso, due, tre, quattro, sette, sei, cinque:
questo è l’ordine di importanza delle carte ed è obbligatorio rispondere al seme.
Avere un asso in mano permette di avere già un punto, eccezion fatta per “l’asse vonu” (di briscola) che ne garantisce due. L’azzardo consiste nel fatto che a carte coperte e prima della giocata si pronostica l’esito della mano e quindi il punteggio finale, facendo una puntata.
Triunvittu è il gioco del paese, il gioco del bar Assuntina, cuore pulsante di Sant’Eraclio. Negli anni sono stati organizzati molti tornei, l’ultimo ad aprile di quest’anno, e ancora oggi è facile imbattersi nel bel mezzo di una concitata partita.
Intorno al tavolo dei quattro che giocano si riuniscono tutti i presenti, perché il Triunvittu si impara guardando o giocando.
Un gioco unico, la cui importanza può essere compresa dagli sguardi di coloro che si fermano a osservare.
All’ora del caffè dopo pranzo o durante l’aperitivo prima di cena, la tradizione si accende ogni qual volta una voce esclama:
“Jocamo a Triunvittu là!”.

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