W LA FREGNACCIA
La mamma e la zia di Giulia sono cresciute nella campagna di Sant’Eraclio, i nonni erano contadini. Si mangiava quello che c’era,
quello che era di stagione, quello che offriva l’orto.
Per Giulia il posto più magico di casa della nonna era la cantina, nascondeva un sacco di segreti: armadi con vecchi libri e quaderni,
mensole con qualsiasi cosa, conserve in ogni dove e… la mattera. Questo strano mobile che si apriva da sopra e aveva due sportelli
davanti che per la piccola Giulia erano uno scrigno pieno di cose bellissime (in cima alla classifica c’erano le uova appena raccolte).
Anche per la mamma e la zia la mattera aveva un significato speciale: era il cuore della fregnaccia. In quegli anni non si poteva sempre
fare il dolce che si desiderava, ma ci si doveva arrangiare con quello che si aveva in casa, in particolar modo con ciò che c’era dentro la
mattera.
Ed è così che nasce la fregnaccia: si chiama così perché non si usavano mai gli stessi ingredienti, ma quello che c’era nella mattera. Le
costanti erano il pane secco, la farina e lo zucchero; poi di solito sua nonna ci metteva uvetta, mela e noci. Si impastava tutto e si
metteva a cuocere nel fornetto della stufa.
D’inverno per la mamma e la zia di Giulia era un momento di festa, quando si aveva voglia di dolce, scendere in cantina, vedere cosa
offriva la mattera e fare la fregnaccia! L’appuntamento poi era in cucina: intorno al tavolo si ritrovavano nonna Rosa, mamma
Giuseppina e zia Teresa.
Nonna Mitilla, la nonna della mamma e della zia di Giulia, supervisionava il tutto dalla sedia vicino alla stufa. Prima si impastava il pane
secco con latte e acqua, si aggiungeva un po’ di farina e di zucchero e poi iniziava il divertimento vero: aggiungere tutto quello che si
prendeva dalla mattera. Quando l’impastone era pronto si metteva in una teglia e finiva dritto nel fornetto della stufa. Si aspettava un po’
(fin quando non era colorata… mica c’erano le tempistiche come sui ricettari di oggi!) e appena cotta si assaggiava subito. La curiosità
era sempre troppa, visto che ogni volta il sapore era diverso.
La fregnaccia è un dolce povero, ma senza dubbio riuniva tutta la famiglia intorno al tavolo.
Ora quindi non vi resta che provare a farla, a voi la ricetta!
LA FREGNACCIA DE NONNA ROSA
Pane secco che t’è avanzato bagnato con latte e acqua
Un po’ de zucchero
Un po’ de farina
Mela
Uvetta
Noci
Quello che ci hai dentro casa